di Giuseppe Longo
Ottava di Pasqua o Domenica in Albis: è la festa che conclude il ciclo liturgico più importante dell’anno, incentrato sulla Resurrezione di Cristo. Il clima pasquale però continua, ovviamente non con la solennità che tutti abbiamo appena visto, soprattutto in vista delle tre importanti ricorrenze che seguono, appunto, quelle con cui si è celebrato Gesù che ha sconfitto la morte: Ascensione, Santissima Trinità e Corpus Domini. Giorni, dunque, che a Grado sono stati vissuti con grande partecipazione, non solo dai residenti ma anche da tanti ospiti che cominciano a frequentare l’Isola del sole, con un largo coinvolgimento dei volontari che seguono con costanza e dedizione l’attività della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia. A loro, come si ricorderà, era stata dedicata la Messa dell’Ultima Cena, quando a dodici persone che si dedicano al bene della comunità monsignor Paolo Nutarelli ha voluto riservare il significativo gesto della Lavanda dei piedi. E ora, al termine delle celebrazioni, l’arciprete assieme al suo diretto collaboratore monsignor Mauro Belletti e al concittadino don Gianni Medeot, cappellano militare rientrato in città proprio per la Pasqua, ha voluto diffondere, tramite “Insieme” in distribuzione oggi, un sentito messaggio di ringraziamento.



«A conclusione della Settimana Santa, mentre si chiude l’Ottava di Pasqua – si legge -, sentiamo il desiderio di dire un grazie sincero a tutte le persone che, in tanti modi, hanno aiutato la nostra Comunità ad essere accogliente ed a raccontare la bellezza della Fede nel Risorto. Grazie per il canto e l’accompagnamento musicale, per gli allestimenti liturgici, per la preparazione dell’ulivo e del pane, per la pulizia degli ambienti, per la cura della liturgia e, ancor di più, per lo spirito di Comunità che si è respirato in questi giorni… “cercando sempre la comunione tra noi”! Spesso – concludono i sacerdoti “graisani” – sono gesti semplici, nascosti, ma fondamentali: è così che una Comunità diventa viva, credibile, capace di parlare al cuore. Grazie a ciascuno. E le porte per aiutare… sono sempre aperte! Il Signore Risorto ricompensi il bene fatto e custodisca in noi la gioia del camminare insieme».
E del volontariato che orbita intorno alle iniziative della Chiesa isolana, si è soffermato in un’ampia relazione anche il Consiglio pastorale, pure riportata sul notiziario parrocchiale in distribuzione. «Sostanzialmente – si legge – emerge una Comunità viva, ma attraversata da alcune tensioni che non vanno lette come contraddizioni, bensì come passaggi di crescita. Anzitutto, colpisce la presenza di tanti volontari e volontarie. Dal questionario emerge con chiarezza che, nonostante una popolazione residente sempre più ridotta, la Comunità continua a mostrarsi viva, capace di offrire tempo, energie e disponibilità. È un segno bello e concreto: c’è un desiderio diffuso di esserci, di rendersi utili, di custodire uno stile accogliente. Questo permette alla nostra realtà di esprimere un’immagine di Comunità viva, non ripiegata su se stessa, ma aperta e generosa. Questa ricchezza si vede nei tanti ambiti: liturgia, Ricreatorio, scuola, servizi quotidiani, accoglienza, cura degli ambienti. Si percepisce anche nel clima: il sorriso, la gentilezza, la disponibilità sono elementi che tornano spesso nelle risposte. A questo si aggiunge un altro aspetto significativo: il buon rapporto tra i sacerdoti, riconosciuto e percepito come un segno importante. Non è un dato scontato: diventa testimonianza concreta di unità e contribuisce a creare un clima sereno e positivo all’interno della Comunità».



Ma di fronte a queste “luci” molto importanti, ci sono anche delle “ombre” che invitano a compiere un’appropriata riflessione. «Allo stesso tempo, però – osserva infatti il Consiglio pastorale gradese -, questa stessa realtà porta in sé una fragilità. Molti di questi volontari sono sempre gli stessi, spesso avanti negli anni e si fatica a trovare un ricambio generazionale. Non è quindi una Comunità “senza volontari”, ma una Comunità che rischia di poggiare sempre sugli stessi, con la problematica della stanchezza nel tempo. Proprio perché c’è tanto bene, si avverte ancora di più la necessità di allargarlo, di coinvolgere nuove persone, di accompagnare altri ad entrare in questo stile di servizio». Per cui le porte della Parrocchia sono aperte: anche un piccolo aiuto, un gesto di vicinanza, una dimostrazione di sensibilità sono preziosi!
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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli e don Gianni Medeot all’accensione del cero pasquale donato secondo tradizione da una famiglia gradese; all’interno, alcune belle immagini delle celebrazioni della Settimana Santa.
(Fotocronaca di Laura Marocco
Foto Ottica Marocco Grado)
